Alta maremma toscana

Sono tante le cose riguardanti il turismo in Alta Maremma Toscana che si sono sentite dire.
Una di queste riguarda un circuito ad anello di circa 80 km che farà innamorare chiunque di questa zona.

Si parte da Sorano, munita di costruzioni rupestri scavate nel vivo tufo che sembra gli regalino un aspetto molto incantevole, oltre a definirlo un luogo adatto per chi ama fotografare borghi.
Nelle vicinanze potrete visitare il Masso Leopoldino e la Rocca Orsini.
Si continua per Pitigliano, fiancheggiando le terme di Sorano che possono offrire un momento di relax.

In questa cittadina sarà possibile visitare la chiesa della Madonna delle Grazie, un pezzo del castello, gli archi dell’acquesdotto voluto dai Medici.
Si dice che Tarziello Niccolai, ex meccanico di questa cittadina, sia stato l’uomo che ha mandato in pensione i muli, motorizzando con la Guzzi i contadini del posto, facendo, lui stesso, da istruttore.

Per raggiungere Montemerano si percorrerà una strada che offre la meravigliosa vista della valle dell’Albegna, ricca di leggende molto affascinanti, e la laguna dell’Orbetello.
Altra pausa di completo relax arriva alle Cascate del Mulino di Saturnia: una fantastica zona che unisce un panorama idilliaco mentre ci si immerge nelle sue calde e corroboranti acque.
Proseguendo sulla Strada del Vino Colli di Maremma, si raggiunge la necropoli etrusca di Sovana che rientra nel Parco Archeologico “Città del Tufo”.
Si passa poi alla città di cui si racconta meraviglie di quando era capitale della Maremma della famiglia Aldobrandini.

Altro possedimento di questa famiglia fu il paesino di Arcidosso di origini molto antiche.
Si narra che il paese sia pieno di simboli alchemici che si possono vedere liberamente ovunque, probabilmente provenienti dalla Domus Templare di cui è stato sede il castello.
Questo paese fu anche la culla di David Lazzaretti che qui nacque nel 1834 e si sostiene che fosse stato l’ispiratore di un movimento religioso chiamato “giurisdavidico”.
A quattordici anni ebbe una visione di un anziano religioso che gli parlava.
Vent’anni dopo riebbe la stessa visione che lo invitava a recasi dal papa. Se non lo avesse fatto avrebbe dovuto ritirarsi in eremitaggio.
Andando a Roma si mise alla ricerca del luogo dove ritirarsi in eremitaggio e individuò le rovine del castello di Sant’Angelo.
La notte una luce lo condusse in una grotta dove era vissuto il Beato Amedeo, così anche lui si ritirò a vivere in quel luogo per tre mesi.
Il Parco della Maremma, di cui fa parte anche l’Alta Maremma Toscana, oltre ad essere ricca di paesaggi naturali di una suggestione unica, è impreziosito di meravigliosi paesini, borghi e villaggi dove la storia, la tradizione e le leggende hanno creato una trama fitta e ricca degna dei migliori broccati.

In tutto questo dire e fare, non bisogna dimenticare il mangiare.
Questa terra sembra sia la culla di tanti piatti rinomati che arrivano direttamente dalle ricette dei cuochi delle famiglie più importanti e nobili della storia della Toscana.
Questa zona, in particolare, ci rimanda i racconti dei piatti serviti sulle tavole dei Medici e degli Aldobrandini, due delle famiglie più potenti e inquietanti della storia.
Caterina de’ Medici, ad esempio, si era portata in Toscana i cuochi francesi, e in Francia i cuochi toscani.
Si narra che Caterina facesse un gran uso di alimenti che lei stessa riteneva afrodisiaci come cardo, scalogno, carciofo, sedano, fave e cipolle.
I suoi piatti preferiti erano la zuppa di cipolle e i carciofi al vino rosso.

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